Fr. David Jones D.D.
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Fr. David Jones D.D.
13 maggio 2016, Messa in canto gregoriano, N. S. di Fatima

Cuore Immacolato di Maria

13 maggio 2015 Fatima (Messa cantata, latina-italiana)

12 maggio 2015 Messa pasquale all'Eremo

8 aprile 2015 Dominus est (Messa cantata, latina-italiana)

Messa di San David, 2015 (in lingue diverse)

Sul demonio dell'Ira

Ritiro all'Eremo: sull'Oggi

Messa domenicale all'eremo (Missa de Angelis)

Messa italiana in canto gregoriano

Messa dell'alba ad Abbadia

San Giovanni Evangelista (Gregoriano)

O Emmanuel (Canto gregoriano)

O Sapientia (Vespri in canto gregoriano)

14 dicembre 2013, San Giovanni della Croce, Gregoriano

Signore, insegnaci a pregare

Ora media (Sesta) in Quaresima

Primi Vespri della Santissima Trinità

Messa italiana cantata, terza domenica di Quaresima (con omelia bilingua):

Vespro: ad Vesperas, cum fratribus

Compieta (gallese, con Salve cistercense)

Messa di Natale, in presenza degli angeli

Vespro: Ad Vesperas (in festo Sancti Stephani)

Insegnamento sulla salmodia (maniera di celebrare la Liturgia delle Ore dell'Ufficio Divino)

Santa Messa all'eremo

Solo con gli angeli - Messa d'un eremita

Messa della Santa Croce all'Eremo


Compieta di Quaresima (col popolo)

1a parte:
7:56

2a parte:
12:54

3a parte:
10:15


Messa durante l'Ottava di Preghiera per l'Unità, 18 gennaio 2012.


1a parte14:33

2a parte7:26

3a parte10:44


Messa di san David, in tre lingue
La Liturgia è l'espressione esteriore dell'atteggiamento interiore della creatura che riconosce e proclama i diritti del suo Creatore. Fa eco qui sulla terra del culto invisibile ma costante e reale del mondo angelico. Come questo stesso Creatore aveva il diritto di creare un numero immenso di esseri angelici che lo circondasse di lode perpetua in cielo, così ha tutti i diritti sugli esseri che ha creato sulla terra. Può dunque chiamare un certo numero di loro a formare una corte visibile di adoratori cantanti ed oranti dall'umanità che ha per compito di coltivare questa terra creata per essa. Il compito del monaco è proprio quello, far parte del coro angelico visibile, che riecheggia fino alla fine del mondo il canto del coro angelico invisibile.

Da questo nasce per forza una spiritualità e anche una materialità do lode, che da una generazione all'altra si arricchisce di nuovi contributi. Non si tratta di lasciare perdere il bello del passato ma di arricchirlo di nuovi repertori. Su questo punto la nostra generazione si trova ad un momento chiave della storia, essendo dato il numero di nuove possibilità che la liturgia in lingue nazionali presuppone. Spesso in quel campo, come in tanti campi, non si tratta di un aut... aut, ma di un et... et ben equilibrato.

Il Creatore essendo la Bellezza stessa, merita solo il più bello - il più degno - di cui la sua creatura possa essere capace. Questo spiega lo sforzo dei secoli della fede e dei secoli monastici in particolare, di dedicare il migliore di si sé alla creazione di un ambiente che suggerisca l'indicibile, poiché la Maiestà non si dice, ma si suggerisce. Di più, ogni generazione, ogni cultura, avrà e avrà avuto il modo proprio suo di esprimersi in quel tentativo di suggestione. L'Oriente ha il suo, l'Occidente il suo, anche se delle volte nel mondo monastico, certi elementi ed orientali ed occidentali delle si incontrano insieme. La vita monastica avendo seguito una luce sorsa in Oriente, questo legame si sente spesso ancora, e a tanti livelli.

La Liturgia crea dunque uno spazio in cui i diritti del Creatore vengono riconosciuti, e poiché Dio regna in quegli spazi sacri, ha tutta libertà di lasciarsi sentire lì dalle Sue creature. Lo può fare anzitutto una volta che la creatura rida a Lui tutti i suoi diritti senza eccezione alcuna. Si tratta qui dell'elemento nascosto, ma proprio essenziale, del culto, e cioè quello del sacrificio di lode che si fa al livello più profondo dell'essere creato, quello della volontà.

Difatti senza quest'elemento, non si può parlare di culto in spirito ed in verità, perché dove manca, lo spirito non da il culto della sottomissione, ma rimane padrone, e la verità della coerenza manca. Saremo lì nel mondo illusorio della bellezza vuota. Il culto non vivificato di amore espresso nell'obbedienza concreta alla Volontà suprema non è altro che una ricerca sottile di sé. Sarebbe l'uso del sacro a fini profani, fossero anche estetici ed apparentemente nobili.

Che questa possa capitare non se lo può negare. Anzi basta vedere alla fine di tante belle liturgie a chi il vero plauso va dato spontaneamente. Il vantaggio del culto nascosto monastico è proprio quello, che spesso Dio solo lo vede e lo riceve. Rimane dunque vergine, non inquinato da doppia intenzionalità.

Però, questo non impedisce che questo stesso Creatore si serva di esso per toccare altre Sue creature, e sappiamo bene che difatti lo spazio sacro della Liturgia è un luogo privilegiato di incontro fra cielo e terra. E molti sono i pellegrini del Tempo che hanno approfittato di un momento liturgico carico di Eternità, per ripartire, ormai ben orientati, verso di essa.
"...E si inchinarono con la
faccia a terra davanti al
trono e adorarono Dio..."
                                 (Ap. 7:11)
"...E si inchinarono con la
faccia a terra davanti al
trono e adorarono Dio..."
                                 (Ap. 7:11)
Insegnamento sulla bellezza musicale